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Divine Mother Bhajan Esperienze di devoti |
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SATSANG
con Swamiji
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SATSANG DI SWAMIJI PER IL SUO 56° COMPLEANNO (17 NOVEMBRE 2007)
Anche se i nostri pensieri possono essere sempre rivolti a Dio, la mente continua a vagare nelle illusioni del mondo. Nel falso mondo pieno di maya la mente crede in cose false, le accetta come vere e ne è molto attratta. Non ci chiediamo perché succeda, non ci pensiamo. E’ forse perché, essendo catturati dalle illusioni e dalla falsità del mondo, ci spaventiamo al pensiero che ponendoci questa domanda potremmo voler seguire totalmente la via spirituale? Oppure è perché nel fondo della nostra mente abbiamo paura di renderci conto della falsità o semplicemente perché non vogliamo investigare? Nessuna persona nata su questa Terra pensa perché sia nata, con quale scopo e quale sia il significato della sua nascita. Si trascorre la vita pensando di essere nati, vissuti, di dover morire, di mangiare, ecc. Basta forse mangiare e dormire? E’ questo che ci farà felici? Che cos’è la felicità permanente, la beatitudine? Finché non lo comprenderemo rimarremo impigliati nella falsità. Avendo ricevuto una nascita umana è necessario raggiungere la realizzazione. Per conoscersi non è necessario ricevere consigli da nessuno, non serve leggere libri, né seguire un’istruzione universitaria. Dobbiamo realizzare da noi stessi il Paramatma, la natura divina che è in noi. La forma di Dio non è importante, gli diamo dei nomi e lo pensiamo in certe forme a causa della nostra immaturità. Abbiamo dato un nome a Dio e lo preghiamo con quel nome perché sappiamo che esiste un Dio. Diamo un nome a Dio e cantiamo Om Namah Shivaya pensando a Shiva. Allo stesso tempo quando usiamo il terzo occhio e rivolgiamo i nostri pensieri intimi verso l’energia divina che è in noi sappiamo che Dio è onnipotente e aldilà di ogni nome o forma. Diamo una forma al Divino a causa della nostra immaturità: per concentrare la mente abbiamo bisogno di una forma e questa forma diventa una statua. Dando un nome e una forma alla statua riusciamo a concentrare la mente, ma ciò non significa necessariamente che Dio è in quella statua. Dio è in noi, nei nostri cuori. Non cerchiamo di vedere Dio nel nostro cuore perché siamo immaturi, pensiamo che sia all’esterno con un nome e una forma. Io la vedo così dal punto di vista spirituale. Chi desidera vedere Dio deve anzitutto comprendere se stesso. E’ necessario avere la verità nel cuore, purificarsi, rafforzare la fiducia in sé e avere un coraggio indomito: soltanto avendo queste qualità potremo avvicinarci a Dio. Dio è onnipotente ed è lo stesso per tutti, tutti gli Dei sono uno, tutte le religioni sono una, tutte le caste sono una e quello che dicono le sacre scritture è sempre lo stesso. Perché vediamo tutto come separato? Oggigiorno la gente fa della politica e per far politica mette al centro argomenti come la religione, le caste creando un dramma. Non dobbiamo considerare questo dramma come se fosse la spiritualità. Non si può raggiungere un livello divino attraverso il desiderio del possesso, del denaro. Con il piacere si possono soddisfare i desideri, ma non si può raggiungere un alto livello. Soltanto riducendo i desideri si può comprendere la verità che è in Dio. Quando diminuiranno i desideri? Quando dovremmo farlo? Non ci pensiamo mai, continuiamo a pensare ai possessi, al denaro, alla fama, al buon nome, alla posizione sociale, ecc. Tutti i nostri pensieri sono occupati da queste cose. Non è grave, ma non sono cose permanenti. Un giorno la vita uscirà dalla gabbia del vostro corpo, non sapete quando succederà, ma siete certi che succederà. E’ giusto pensare che prima che questo succeda dovremmo ottenere la fama e i possessi? Anche se otteniamo quello che desideriamo, continuerà ad appartenerci, sarà nostro? Certamente no! In India hanno regnato molti re, hanno costruito regni, templi e molte cose per sé, ma queste cose non appartengono più a loro. Sono tutti morti e i loro possessi sono passati ad altri. Non si può neppure dire che siano passati ai loro parenti, fratelli, sorelle o ad altri membri della famiglia, sono semplicemente passati da qualche parte. Pur avendo regnato nel paese, non hanno potuto conservare queste proprietà. Pensiamo che queste cose siano permanenti e spendiamo tanto. In questo modo non si può raggiungere la beatitudine, le pratiche spirituali ce lo fanno comprendere. Quindi voglio dirvi che quello che è permanente è la pace mentale, ma per raggiungerla, a qualsiasi religione apparteniate, in qualsiasi Dio crediate, dovreste tenere costantemente presente Dio nella vostra mente. Non si ricavano automaticamente benefici dai rituali, dai mantra e dalle offerte di fiori, sono semplicemente rituali. Accendere lampade, bruciare incenso o canfora, offrire fiori, eseguire dei rituali, sono regole e procedure prestabilite per soddisfare la mente e per poterla concentrare. Mediante queste regole dobbiamo maturare. Vivendo bene e con devozione a Dio si diventa brave persone. Tutti gli esseri umani fanno errori, alcuni lo fanno sapendo che quello che fanno è sbagliato, mentre altri fanno errori senza saperlo. Alcuni pensano che hanno la capacità di fare quello che fanno e poi le cose vanno male. In ogni caso non dovremmo essere coinvolti negli errori. In realtà l’uomo non sa che sta sbagliando, ma i problemi che incontra e le esperienze che fa nella vita quotidiana derivano da questi errori. Egli ne soffre e risolve i problemi. Gli uomini devono affrontare difficoltà di vario tipo. Io ho una fede completa in Dio e mi sono rimesso completamente a Lui. Gli uomini si chiedono se dovranno affrontare altrettante difficoltà pur avendo tanta fede in Dio, non comprendono la differenza fra le prove e la devozione a Dio. Dovrebbero capire che sono loro stessi che invitano tutti i problemi e le difficoltà. Se esaminassimo ogni difficoltà, ci renderemmo conto che non ci vengono inviate da Dio, ma che siamo noi ad attirarle. Dio ci ha dato la conoscenza, la cultura, un buon sentiero spirituale in modo da avere buone abitudini, ma noi non pensiamo a questo. Facciamo tanti errori coscientemente o senza esserne coscienti, senza comprenderli o meno e per questo nuotiamo nelle difficoltà. Che difficoltà? Non conosciamo il valore del denaro e lo spendiamo, quindi rimandiamo senza e ci creiamo difficoltà. Allo stesso tempo i nostri errori, coscienti o meno, ci procurano malattie o infermità. Non è Dio a darcele, Dio ha creato gli uomini in modo perfetto e ha dato a tutti una buona esistenza. Io so che colui che deve affrontare molte difficoltà, dispiaceri e sofferenze ama di più Dio. Nelle difficoltà si pensa di più a Dio, mentre quando si hanno tutte le comodità si pensa meno a Dio perché siano immersi nella vita materiale. Quando soffriamo, pensiamo di più a Dio perché ci aiuta e in quel momento la mente non è in grado di sopportare il suo fardello. Pensando al nostro problema preghiamo Dio perché ci riduca il fardello. In questo modo l’uomo può comprendere quanto sia maturo e con la grazia divina può avvicinarsi a Dio. Abbiamo la possibilità di avvicinarci a Dio ma dobbiamo farne uso. Voglio dirvi chiaramente che possiamo raggiungere un alto livello soltanto facendo uso di questa possibilità. Pensiamo a quando abbiamo dovuto sopportare difficoltà, sofferenze e prove, allora comprenderemo. Possiamo osservare come i messaggeri di Dio, grandi esseri pieni di grazia, non si spaventino di fronte alle difficoltà. Anche quando sono in mezzo alle difficoltà non se ne preoccupano. Dio ha dato loro il potere divino di resistere alle prove sapendo che è opera di Dio. Eppure pensiamo male di loro, pensiamo che siano incapaci e poniamo domande del genere. Siamo immaturi. Si può fare qualsiasi domanda, non vi è nulla di sbagliato, ma dovremmo pensare bene a quello che chiediamo e a come lo chiediamo. Care anime spirituali, vi ho detto chiaramente che la grazia divina è molto potente, non vi è nulla che i veri santi non possano fare. Possono fare tutto, questo è certo. Siete voi che avete pensieri immaturi. I santi sono coloro che si sono avvicinati a Dio, si sono uniti con Dio e considerano tutti i problemi materiali, la nascita, la morte, le difficoltà, le sofferenze e le preoccupazioni, come un granello di polvere. Dobbiamo comprendere che Dio ha dato loro un cuore che può sopportare tutto. Poiché Swamiji è in prigione molte persone chiedono: “Tu hai tanti poteri, puoi fare miracoli, perché non puoi uscire di prigione? Sarebbe semplice, ma non è giusto farlo. Questo è quanto c’insegna il nostro alto livello spirituale. Noi viviamo secondo la volontà divina e osserviamo quanto succede. Lasciamo che quello che deve succedere succeda, quando deve succedere. Nulla è impossibile, per questo aspetto pazientemente. Se mi chiedete se sia necessario usare i poteri per me stesso, la risposta è che si tratta di un punto di vista sbagliato. Per poter comprendere tutto ciò dobbiamo aver raggiunto un certo livello. Pensiamo all’Ashram attuale. Possiamo imparare molte cose. Alleviamo centinaia di bambini poveri, diamo loro un’istruzione gratuita, vitto gratuito e tutto il necessario. E’ stato fatto in modo che possano seguire gli studi superiori mentre vivono qui. Inoltre vengono aiutate anche le loro famiglie. Se alcuni di loro si sposano, li aiutiamo nella cerimonia del matrimonio. Quindi viene fatto un grande servizio senza alcuna aspettativa e coloro che lo fanno sono bambini. Bisogna lodarli, non sono avanti in età, non hanno grandi conoscenze o esperienze, ma hanno il talento di fare bene e con grande interesse il servizio. Dobbiamo incoraggiare i loro talenti e il loro sentire, questo è quanto dico sempre. Trovando gli errori, mettendoli in evidenza e criticandoli, non facciamo nulla di buono per il lavoro dell’Ashram. La persona che se ne occupa può essere severa con loro e criticarli, ma coloro che vengono per poco tempo non dovrebbero farlo. Trovare i difetti non aiuta a nulla. Prendiamo ad esempio la corrispondenza. Ogni mese ricevo migliaia di lettere, dobbiamo tradurle dall’inglese in tamil. Le lettere tradotte in tamil arrivano a me, io rispondo in tamil che viene tradotto in inglese, la lettera viene battuta e spedita. Fanno questo servizio con devozione anche se riguarda persone che non conoscono. Questo servizio è un grande legame. Soltanto il Premananda management ha cura delle lettere ricevute da molti paesi e invia una risposta. Potete scrivere centinaia di lettere a qualsiasi amministrazione, ma non riceverete una risposta. Qui non è così, si rispettano tutte le lettere e si inviano a Swami, ma questo non continuerà per molto tempo, a un certo momento Swami cesserà di farlo. Ora avete questa opportunità, scrivete, riceverete la mia risposta e le mie benedizioni. Venite qui e incontratemi, ricevete le mie benedizioni e ascoltate i miei validi consigli spirituali. Usate questa opportunità per sviluppare buoni pensieri e raggiungere uno stato elevato. Quando avete vacanze o tempo libero venite nell’Ashram, rimaneteci e fate servizio, oppure occupatevi di un dipartimento. Riceverete i satsang e le benedizioni di Swamiji. Prendete una buona strada e raggiungete uno stato elevato, io sarò sempre con voi e vi farò del bene, risolverò tutti i vostri problemi, difficoltà e dispiaceri. Jai Atma Swarupa! Con il mio amore e le mie benedizioni, Swami Premananda RITORNO ALL'INIZIOALTRI SATSANG |