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LA STORIA DI UN POLIZIOTTO
P. Yogisparan

La signora E. Daniel è un’insegnante in pensione del Trinità College Kandy in Sri Lanka. Ha conosciuto Swamiji quando era bambino, lo conosceva tanto bene che ancora oggi lo chiama Ravi, ovvero con il suo soprannome infantile. Mi ha molto commosso sentir parlare con tanto affetto di Swamiji da questa signora; parlo di affetto, di amore, e non uso il termine “devozione” perché la signora è cristiana e dal punto di vista religioso non mescola nessun’altra fede al suo credo. In lei ho visto un esempio di come l’apertura mentale, la capacità di accettare Swami per ciò che è, ha aumentato la fede nel cristianesimo. Swamiji una volta le materializzò un crocefisso d’oro e questo mi ha fatto capire quale sia la perfezione di Swamiji. Egli le offrì uno splendido simbolo della sua fede, in modo che potesse crescere spiritualmente.

La sua figlia maggiore si chiama Indra e ha sposato Ranjit Perera, assistente del sovrintendente di polizia. Questa giovane coppia con i loro tre figli (una femmina e due maschietti) ha avuto un periodo difficile: il dipartimento di polizia aveva mandato Ranjit in una regione dello Sri Lanka in mano ai terroristi, dove la violenza etnica andava avanti da anni e già molti poliziotti erano stati uccisi in servizio. Per mesi la famiglia non vide Ranjit, né ebbe da lui alcuna comunicazione; la signora Daniel sentiva che l’unica cosa che potesse fare per la famiglia di sua figlia era di pregare con la croce d’oro, che considerava il suo più grande tesoro.

Quando alcuni anni fa, feci visita a Indra e a Ranjit, mi raccontarono la storia seguente.

Il 28 luglio 1987 fu un giorno speciale per la polizia cittadina: i teppisti se ne andavano in giro bruciando la proprietà pubblica e la polizia aprì il fuoco sulla folla cercando di riportare la legge e l’ordine. La violenza lasciò il segno in Ranjit che, quando tornò a casa, non si sentì più del suo solito umore: non riusciva più a mangiare e a dormire. Ranjit, come tutti i bravi poliziotti, era uno che parlava poco del suo lavoro quando era a casa. Dopo una breve pausa tornò al lavoro e a sua moglie Indra, spaventata, cominciò a pregare per lui ferventemente. Mi raccontò che in quel preciso momento, improvvisamente come un lampo, le passò per la mente un pensiero fortissimo, un’immagine di Swami Premananda.

Appena aprì gli occhi restò di sale: un pacchetto di vibhuti di Swami con sopra il mantra Jai Prema Shanti si era materializzato sul letto di Ranjit… Tutto andò bene: Ranjit prestò servizio al meglio, facendo il suo dovere, e tornò a casa sano e salvo. Oggi lavora al quartiere generale del dipartimento di polizia.

Quando mi recai in visita da questi cristiani, mi parlarono di questa esperienza con un grande rispetto. Nella mia mente, in silenzio, ripetevo il Guru Astotram di Swamiji (la preghiera per Swamiji, come maestro spirituale)…

Om Sri Sarva Matha Swaroopaya Namaha
Salutiamo colui che è l’incarnazione di tutte le religioni

 Om Sri Sarva Marga Sammathaya Namaha
Salutiamo colui che unisce tutti i sentieri religiosi

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